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domenica, 31 agosto 2008

La solitudine dei Numeri Primi di Paolo Giordano (Mondadori, 2008) 


leaves. by *rooze on deviantART

Il vincitore del Premio Strega di quest’anno si chiama Paolo Giordano: 26 anni, torinese al suo romanzo d’esordio. La casa editrice si chiama Mondadori, aficionada a premi letterari di ogni sorta, primo tra tutti, proprio lo strega, che si era aggiudicato anche l’anno scorso con il romanzo Come Dio Comanda di Niccolò Ammaniti. Ecco, il problema della Solitudine dei numeri primi per me sta proprio in questa, chiamiamola consapevolezza, di poter vincere e raggiungere un gran numero di lettori. Una consapevolezza che si traduce in un’eccessiva volontà di fare un libro bello, in cui un insistente lavoro di limatura si adopera diffusamente per smussare le asperità, gli eccessi, le spigolature, le opinioni sulla realtà che si descrive. A mio avviso il lavoro di Paolo Giordano è stato sottoposto ad un lungo processo di editing (ipotesi più che plausibile considerando che si tratta di un esordio) che ha trasformato il libro in qualcosa di talmente leggero e trasparente, da renderlo quasi inconsistente. La vicenda è graziosa, i personaggi sufficientemente interessanti, ma i rapporti di causa-effetto che sostengono l’intreccio sembrano presi da uno speciale estivo di Teen. Uno degli effetti positivi, è che il libro si legge quasi da solo, tanto è scorrevole la scrittura, ma si digerisce in fretta, come una cena dal macrobiotico, dove una sazietà apparente lascia subito spazio ad una nuova fame. Per questo ho già nello zaino l’ultimo libro di Cormac McCarthy.

                                         

Qui trovate il flickr della giovane fotografa da cui è stata sottratta la copertina.

[via nonsischerzapiù]

postato da: Hotellunge alle ore 31/08/2008 20:20 | link | commenti (7)
categorie: recensioni, letteratura

Commenti
#1   03 Settembre 2008 - 15:23
 
grazie. mi hai risparmiato di leggerlo. la pego
utente anonimo

#2   03 Settembre 2008 - 23:36
 
non è stata sottratta, ha preso gli sghei tranquillo
pasty
utente anonimo

#3   12 Settembre 2008 - 11:01
 
Premi, classifiche o critica?

[..] I quesiti sono sempre gli stessi: accademia o classifiche di vendita? Il valore di un’opera deve essere stimato dal numero di copie venduto oppure da quello che ci dice l’autorevole critica letteraria? A giudicare dagli ultimi premi conse [..]
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#4   12 Settembre 2008 - 12:31
 
Non è così male come puoi pensare. E poi, sul processo di editing, ci credo solo parzialmente. Hai notato che mancano le virgolette e i due punti nei discorsi diretti? Ti sembra possibile che dei correttori di bozze non l'abbiano notato? Sono così incompetenti, pur lavorando nientemeno per la Mondadori, oppure è una scelta stilistica (abbastanza discutibile) di Giordano stesso?


Palestriobi-wan, Cavaliere Jedi
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#5   12 Settembre 2008 - 12:46
 
Il processo di editing è un dato di fatto. Non c'è nulla di peccaminoso in questo e fa parte del processo costitutivo del libro. Successivamente a questo post, ho trovato addirittura un articolo in rete che parlava de "La solitudine dei numeri primi" come un libro che potrebbe essere considerato "corale" tante erano le mani che sopra vi erano passate.

Per quanto riguarda le virgolette e i due punti, caro Palestrione, non penso proprio che sia una "svista". E' ovviamente una scelta, per altro molto sfruttata, sopratutto in tempi recenti.
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#6   28 Ottobre 2008 - 18:50
 
mi hai risparmiato la fatica di leggerlo!!!!
utente anonimo

#7   14 Novembre 2008 - 11:54
 
sono contenta di aver trovato qualcuno che la pensa come me...dopo aver letto i libri di Ammaniti, questo di Giordano appare quasi neutro...
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