"La nostra casa è aperta, la porta senza chiave e ospiti invisibili entrano ed escono."

Sentite: io alla storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno non ho mai creduto. Il fatto è che possiamo raccontarci delle favole, pescare degli eventi qua e la e dargli una sequenza logica, possiamo addirittura pensare che se si perde un'aereo, forse quell'aereo sarebbe precipitato. La cosa che sappiamo fare meglio è trovare degli alibi. A me non dispiacerebbe essere pagato per questo. Farne una professione: 'Ehi senti, ci sarebbe quella cena; io non ce la faccio proprio'. 'Nessun problema. Sono qui per questo. Ti serve un Alibi? Eccotene uno. Fanno 50E.'
L'alibi non è la classica cazzata che si racconta: 'Senti, rimaniamo amici', o 'Ragazzo conto moltissimo su di te per il futuro di questa azienda'. No. L'Alibi, è qualcosa di più sottile: è un sfida con se stessi, un gioco d'arguzia combattuto a colpi di fioretto. La differenza non è nell'immediato, ma nella sensazione che si prova dopo. Vuoi mettere? Con la cazzata, ci si sente in colpa e la sensazione di colpa non è qualcosa che tutti sanno gestire. Magari poi si finisce con scrivere un SMS o magari ci ritrova umiliati sotto un portone. Con un buon alibi, la coscenza è come sotto l'effetto di un forte oppiaceo: nflskdnf3424lkdnlfjdslkfj: WOW!
Perchè l'alibi non è qualcosa di costruito a posteriori, l'Alibi è il viaggio, l'Alibi è la realtà.
Ma le cose potrebbe non essere quelle che sembrano. Se sostituiamo la parola Alibi, con la parola Gabbie e se a guardar bene l'oppiaceo non lo ha preso la vostra coscienza, ma lo avete preso voi, puo darsi, che sì, cioè, ecco...siete nella merda.
Può darsi che state continuando a credere a qualcosa di cui non ve ne frega nulla, o può darsi che state continuando a dire di sì ogni volta che il vostro capo vi chiede di fermarvi qualche ora in più.
Il bicchiere, basta quardarlo bene, è riempito a metà.
