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lunedì, 13 luglio 2009

Le 5 regole d'oro per difendersi dal caldo torrido di questi giorni 

#5: Evitate il cinema di Giuseppe Piccioni, il suo cinema claustrofobico e senza via d’uscita in combinazione con l’anticiclone della Azzore potrebbe provocare difficoltà respiratorie, sudorazione eccessiva, vomito e diarrea.
 
#4: Affrontate un grande classico. Riuscirete persino a fare passare in secondo piano tutte le pessime scelte che avete fatto per le vacanze, tipo la camicia hawaiana, quando vestite tutto l’anno di beige o il panama, che non vi farà di certo guadagnare punti con le bellezze locali. Consigli: Delitto e Castigo o I fratelli Karmazov (Dostoevskij), Moby Dick (Melville), Il Castello o Il Processo (Kafka).
 
#3: Evitate le fiction televisive, nonostante l’apparente freschezza degli attori e delle attrici, in realtà si tratta di materiali già scaduti da tempo, di prodotti ammuffiti e stantii re imballati ad arte per l’occasione.
 
#2: Siete proprio sicuri che il jazz sia la vostra musica? Siete proprio sicuri di voler affrontare 100 km di strada tutte curve per quella rassegnina jazz che vostra moglie ha definito molto interessante?
E allora perché in macchina avete solo cd di Bocelli e Lucio Battisti? Pensateci e semmai tornate al punto #4.
 
#1: Frequentate i cinema all’aperto. Finalmente avrete l’occasione di vedere tutti i film che vi siete persi durante l’anno. Non sprecate questa occasione. Io ve ne consiglio 5 imperdibili: The wrestler di Aronofsky, Milk di Gus Van Sant, Stella di Silvie Vertheyde, Gran torino, di Clint Eastwood, Si può fare, di Giulio Manfredonia.
postato da: Hotellunge alle ore 13/07/2009 17:02 | link | commenti (1)
categorie: 5 ragioni
domenica, 05 luglio 2009

Per un punto Scurati perse lo Strega 

Antonio Scurati

Per tornare velocemente al discorso di ieri, ecco, io non voglio infierire né tantomeno stare qui ad approfittarmi di situazioni difficili; però guardatevi il video della proclamazione del vincitore del premio Strega che trovate QUI. Le facce del povero Antonio Scurati, beffato per un solo voto di scarto, sono eccezionali.

Povero Antonio, vendite da capogiro, fama e interviste per un anno sfumate per un solo, miserissimo, voto.  

 

postato da: Hotellunge alle ore 05/07/2009 04:34 | link | commenti
categorie: mosquitoes
venerdì, 03 luglio 2009

Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Einaudi, 2009) 

 

Stabat Mater ci è piaciuto perché è un libro intimo, sussurrato, fragile e potentissimo. Ci è piaciuto perché durante la lettura si sente scorrere tra le righe l’urgenza di raccontare una storia. Ci è piaciuto perché la lingua non getta fumo negli occhi del lettore bensì lo accompagna musicalmente durante tutta la lettura, come se in quel convento di orfane musiciste ci stessimo anche noi, in qualche modo.
 
Dopo poche pagine ci si rende conto tuttavia, che come in tutti grandi romanzi, quello che veramente è cambiato, alla fine della lettura, non riguarda soltanto la conoscenza della storia o dei personaggi di cui è popolata, ma riguarda noi stessi. Dopo le 136 pagine di Stabat Mater guarderemo con occhi diversi la nostra solitudine, il nostro interlocutore nascosto, la casa inaccessibile edificata nel nostro intimo.
 
Ora che Tiziano Scarpa ha vinto la sessantatreesima edizione del Premio Strega, ne diranno e ne scriveranno a fiotti, su questo libro. Ma io vi consiglio di non leggere nulla prima, vi sveleranno delle piccole cose che rovinerà la lettura. Questo libro prezioso è scritto con equilibri calcolati, con un’architettura solida ma delicata. Sapere delle cose prima del tempo rovinerebbe questo viaggio, un viaggio che vi consiglio caldamente.
postato da: Hotellunge alle ore 03/07/2009 08:10 | link | commenti
categorie: recensioni, letteratura
giovedì, 02 luglio 2009

Les vacances de monsieur Hulot 

A volte mi capita che qualche amico delle mie parti mi chieda il perché io abbia scelto di vivere a Bologna.
 
Delle volte non so che rispondere a questa domanda. Questa città negli ultimi anni è cambiata molto, è diventata più intollerante, più chiusa, alle volte cedo persino a quello che i suoi detrattori dicono più spesso e penso anch’io che tutto sommato Bologna sia diventata un paesotto.
 
Poi però arriva l’estate, che di per sé sarebbe più che altro una ragione per odiarla Bologna, e in Piazza Maggiore montano questo schermo gigante, enorme.
 
E il primo Luglio, un’intera piazza gremita, la piazza principale della città, non un’aiuola in un giardinetto periferico, se ne sta lì con il muso all’insù a guardare un documentario di mezz’ora su Bergman, per di più in svedese e sottotitolato. Non contenta poi, sgranchisce le gambe, magari beve una birra o accende una sigaretta o due, e rimane inchiodata a quelle sedie che così comode non sono neanche e si sorbisce pure un’ora e mezzo di Tati, in francese sottotitolato.
 
Ecco, a Bologna accadono queste cose qui e io non lo so se il merito è degli organizzatori che negli anni hanno avuto la lungimiranza di crearsi un pubblico, grazie alla militanza quotidiana del cinema Lumière, oppure se la realtà è che magari basta semplicemente smetterla di produrre film, fiction, spettacoli o cartelloni di cinema all’aperto pensando “che tanto alla gente piacciono queste cose” e magari provare e convincersi che le persone tutto sommato non sono poi così rincoglionite come si crede.
 
Oppure il merito è veramente di questa città, abituata a pretendere un po’ di più, ad aspettarsi qualcosa di meglio, a sentirsi, in qualche modo diversa dalle altre città.
 
Io non lo so davvero.
postato da: Hotellunge alle ore 02/07/2009 17:39 | link | commenti
categorie: mosquitoes