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mai al Quirinale
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martedì, 30 giugno 2009

Perversioni 

Foto0093
postato da: Hotellunge alle ore 30/06/2009 05:40 | link | commenti
categorie: world wild reallife
venerdì, 26 giugno 2009

Officina Bartleby 

run-writingmachine
 
 
 
 

È nata l’Officina Letteraria Bartleby.

 
Che cos’è?
 
È il posto ideale a cui mandare il proprio manoscritto nel cassetto, perché ti verranno dati consigli, fornite indicazioni per migliorare il tuo lavoro.
 
È il tramite giusto con le case editrici.
 
È un’officina, come quelle di una volta, dove artigiani pazienti e appassionati, ti aiuteranno a limare, tagliare, cucire, incollare, lucidare e verniciare.
 
È il luogo perfetto dove cercare dei traduttori esperti e competitivi.
 
 
È dove capirai finalmente il concetto di reading.
 
È un blog di letteratura, dove trovare segnalazioni di eventi, presentazioni di libri e tutte le notizie intorno al mondo della scrittura.
 
È tutto questo e molto altro ancora,venite a trovarci. Presentateci nuovi amici.


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postato da: Hotellunge alle ore 26/06/2009 10:06 | link | commenti
categorie: letteratura, presentazioni
martedì, 23 giugno 2009

Fashion victim 

tistimofratello
postato da: Hotellunge alle ore 23/06/2009 06:43 | link | commenti
categorie: world wild reallife
mercoledì, 17 giugno 2009

Il tempo materiale di Giorgio Vasta (minimum fax, Roma, 2009) 

Sin dalle primissime pagine si capisce che Il tempo materiale, esordio lungo del palermitano Giorgio Vasta, è un libro importante. Importante come lo sono quei libri che osano, che non tentano di inserirsi in una scia o di strizzare l’occhiolino ai best seller del giorno prima.
 
Importante perché tenta di aprirsi una strada e lo fa scegliendo di utilizzare il linguaggio come un detonatore.
 
E' un linguaggio che illumina, che modella, che definisce attraverso spirali. Un linguaggio che in virtù della sua forza generatrice diventa, in definitiva, il vero personaggio principale di questo libro.
 
E’ attraverso la lingua, ad esempio, che i tre giovanissimi protagonisti creano la loro autonomia, cercando di differenziarsi dal resto del mondo. Una lingua che è disciplina rigidissima, esercizio e studio, da cui è tagliata fuori ogni forma di ironia, vista come segno tangibile di rassegnazione:
 
“[…] a me l’ironia fa male. Anzi la odio. […] Perché ce n’è sempre di più, troppa, la nuova ironia italiana che brilla su tutti i musi, in tutte le frasi, che ogni giorno lotta contro l’ideologia, le divora la testa, e in pochi anni dell’ideologia non resterà più niente, l’ironia sarà la nostra unica risorsa e la nostra sconfitta, la nostra camicia di forza, e staremo tutti nella stessa accordatura ironico-cinica, nel disincanto, prevedendo perfettamente le modalità di innesco della battuta, la tempistica migliore, lo smorzamento improvviso che lascia declinare l’allusione, sempre partecipi e assenti, acutissimi e corrotti: rassegnati.”
 
Oppure le forme dialettali, anch’esse eliminate dal loro universo linguistico, simbolo di un’Italia caciarona e approssimativa che ha a che fare con l’impulso nazionale a tradurre ogni cosa in forme familiari costringendo tutto a diventare provincia.
 
“Il palermitano è una lingua esclamativa. Accade qualcosa, un fenomeno qualsiasi, e il palermitano comincia subito il suo assedio. Spesso è una sola frase ripetuta modificando l’intonazione, in litania dinamica, rilanciando, rincarando, così che il fenomeno si riduce alla sua più originaria e autentica natura di scandalo. Ma sempre nella minaccia, nella rabbia. Perché per il palermitano dialettale ogni fatto è orrore.”
 
Il prezzo che si deve pagare è il rischio del ridicolo, come ridicoli sono questi tre ragazzini di nove anni che parlano una lingua assolutamente non loro e che subiscono la fascinazione delle Br del rapimento Moro:
 
“[…] nella loro lingua c’è qualcosa che mi mette in imbarazzo, una pena per il dogmatismo imparaticcio, per l’enfasi puerile. Eppure io per primo sono enfatico. Non posso non esserlo perché so, come lo sanno le Br, che l’enfasi è l’unico modo per accedere alla visione, alla profezia della storia. Certo si diventa ridicoli, ma non ci sono alternative: tra l’ironia e il ridicolo scelgo il ridicolo. […]il ridicolo è il costo da pagare al tragico.”
 
Tutta la storia si svolge in un luogo e in un tempo ben determinato, la Palermo del 1978, ma si ha come l’impressione che la partita, in realtà, la si giochi altrove.

 

postato da: Hotellunge alle ore 17/06/2009 06:30 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, letteratura
martedì, 16 giugno 2009

Bologna verso il ballottaggio 

bolognabusona
postato da: Hotellunge alle ore 16/06/2009 04:08 | link | commenti
categorie: politik, world wild reallife
lunedì, 08 giugno 2009

Lounge Hotel a Iceberg 2009 





postato da: Hotellunge alle ore 08/06/2009 04:44 | link | commenti
categorie: racconti, you tubing, lounge hotel
martedì, 02 giugno 2009

Ipse Dixit: Nicola Lagioia 

"Ecco, secondo me con Melissa P. c'è una sola cosa da fare. La prendi. La metti a novanta appoggiata ad un tavolo. Poi prendi Lolita di Nabokov. Strappi le pagine. Gliele infili una per una nel culo. Dopo un po', per osmosi, qualcosa assimila per forza."





[tratto da FaM, 28 Ottobre '03]

postato da: Hotellunge alle ore 02/06/2009 18:03 | link | commenti
categorie: ipse dixit, mosquitoes
lunedì, 01 giugno 2009

Dio in cima alle classifiche 

Classifica libri più venduti

Leggendo la classifica dei libri più venduti sono rimasto inquietato da una cosa. Togliete le posizioni, 6, 7, 8. In quel che rimane, prevale un forte senso religioso. Viene evocato Dio in ben due titoli, poi troviamo la parola, chiostri, morti, il titolo che potrebbe essere uno slogan di propaganda cattolica: "La fortuna non esiste" e l'apocalittico "La fine del mondo". Per finire la perfetta dicotomia biblica "Angeli e demoni".

Tutto torna: la crisi, l'ascesa dell'uomo forte, il ritorno della superstizione.

Prevedo tempi cupissimi.

postato da: Hotellunge alle ore 01/06/2009 03:49 | link | commenti (2)
categorie: mosquitoes