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mercoledì, 25 febbraio 2009

Oscare 

Recentemente mi sono trovato coinvolto, con un certo interesse, in avvenimenti che più nazional popolari non si può. Prendete S.Remo. E quel pupazzetto adorabile di Arisa, con la sua canzone che è come uno zuccherino di quelli che ti dava la nonna quando fuori erano solo fulmini e saette. A me è piaciuta proprio, cantata con gusto, scrittura musicale semplice ed efficace, testo non banale.

 

Al che l’atroce dubbio: Oddio condivido qualcosa con Bonolis?

 

Poi c’erano pure gli Afterhours, che pur non essendo sicuramente tra le mie band preferite, sono stati come quando incontri un italiano in vacanza in Lapponia. Che va a finire che sei quasi contento che ci sono pure loro in quel posto lì.

 

Poi l’altra sera, già che c’ero, visto che mi capita spesso di invertire il giorno con la notte e che quasi ormai mi resta più facile seguire il palinsesto delle tv americane che di quelle italiane, mi sono visto, già che c’ero, pure tutti i premi oscar.

 

Era davanti al computer e più quella faccenda andava avanti e più le cose si facevano preoccupanti:

 

attrice protagonista, Kate Winslet; cacchio mica male Kate Winslet che anche se ancora non ho visto the Reader, ho però visto Revolutionary Road dove era proprio brava Kate Winslet.

 

Attore non protagonista: Heath Ledger; accipicchia proprio bravo Heath, nel Cavaliere Oscuro che quasi che il suo Joker è stato meglio di quello di Jack Nicholson.

 

Attore protagonista, Sean Penn; corbezzoli che prova quel vecchio frocio di Sean Penn in Milk, che anche se, diciamocelo, qui si tifava tutti per Mickey Rourke che in The Wrestler fa una di quelle parti che sarà difficile dimenticare e che poi a noi ci piace un sacco quando realtà e finzione si mischiano in groviglioni in cui non si capiscono più i confini, resta il fatto che anche Harvey Milk è stato un grandissimo personaggio che ci è piaciuto molto.

 

Miglior film d’animazione, Wall-e; come dire vince il premio per la danza di quest’anno il sig.re Rudolf Nureyev.  Con la Pixar non c’è più storia da anni ormai e Wall-e è uno dei miei film preferiti del 2008, in generale dico.

 

Miglior Regia, Film e varie, Slumdog Millionaire; che, è vero, ci sarà pure un po’ di retorica in eccesso in Slumdog Millionaire, ma resta un film decisamente bello e poi  voi vi ricordate quali film vincevano gli Oscar un tempo? Il gladiatore, Titanic, Braveheart ecc…

 

Quindi la questione è: o io sto abbassando la guardia oppure le cose iniziano a mischiarsi sul serio.

postato da: Hotellunge alle ore 25/02/2009 17:30 | link | commenti (1)
categorie: musica, cinema, mosquitoes
mercoledì, 11 febbraio 2009

Il mestiere di scrivere romanzi di Zadie Smith 




Alcuni scrittori quando stanno scrivendo, non vogliono leggere nessun romanzo.[..] Mentre scrivono, il mondo della narrativa muore: nessuno ha mai scritto, nessuno sta scrivendo, nessuno scriverà più. Provate a consigliare un buon romanzo ad uno scrittore: vi lancierà un'occhiata come se l'aveste appena pugnalato al cuore con un coltello da cucina. La mia scrivania, [invece], è coperta di romanzi aperti. Leggo qualche riga qua e là per nuotare in una certa sensibilità, per suonare una nota particolare, per ritrovare la compostezza quando sono troppo sentimentale, per ritrovare la scioltezza quando sono sintatticamente apprensiva. Penso alla lettura come a una dieta equilibrata: se le mie frasi sono troppo gonfie, troppo barocche, riduco il lipidico Foster Wallace, per esempio, e prendo un pò di fibre con Kafka. Se sto sprofondando nel mio buco di culo da esteta, smetto di preoccuparmi di quello che direbbe Nabokov e prendo Dostoevskij, il santo patrono di quello che antepongono la sostanza allo stile. Dostoevskij ci ricorda che scrivere bene è qualcosa di più che scrivere frasi eleganti. L'unica regola è la qualità.

Quando sto scrivendo le prime cento pagine di un libro, posso mangiare schifezze, guardare schifezze in tv, ascoltare schifezze, parlare di schifezze e perfino essere una schifezza,
ma non posso leggere schifezze. Per esempio non posso leggere il manoscritto dell'amica di mia madre, o le poesie che il compagno di scuola di mio fratello gli ha dato per farmele leggere. Un'altra volta magari, ma ora no. Quando sto scrivendo voglio leggere solo i libri migliori che riesco a trovare.


[di Zadie Smith, trad. Marina Astrologo. Internazionale n.776]

postato da: Hotellunge alle ore 11/02/2009 18:07 | link | commenti
categorie: letteratura, mosquitoes, il mestiere di scrivere citazion
martedì, 10 febbraio 2009

Bruno Liegibastonliegi 



L’industria cinematografica è alla canna del gas. Tra non molto gli sceneggiatori di Hollywood stazioneranno permanentemente di fronte ai portoni delle chiese, mentre il pubblico, se avete visto Idiocracy, bè se l’avete visto sapete di cosa parlo.

 

Dopo i film tratti dai fumetti, dopo quelli tratti dai video games,  finalmente è arrivato il momento dei film tratti dalle canzoni.

 

Non molto tempo fa uscì Albakiara (rigorosamente con la k) mentre in questi giorni arriva nelle sale italiane Questo piccolo grande amore.



Tra quanto un film tratto dai libri di Totti e Gattuso?

postato da: Hotellunge alle ore 10/02/2009 06:05 | link | commenti
categorie: cinema
mercoledì, 04 febbraio 2009

6 Ragioni sul perché ancora non ho un account su Facebook: 



#6: Sempre più addetti alla selezione del personale cercano informazioni sul candidato per un posto di lavoro proprio su facebook.


#5: Sembra che non sia possibile cancellare definitivamente il proprio account (una prova è la possibilità di riattivarlo in ogni momento), i nostri (vostri) dati rimarranno sui motori di ricerca per anni.


#4: Sul serio desideriamo avere un quadro così esplicito di tutta la rete delle nostre “amicizie”?


#3: Non voglio che la mia compagna delle elementari sappia che ho visitato per 67 volte in un giorno la sua pagina.


#2: Avete mai parlato per più di 2 minuti con il vostro barista?


#1: Non vengo bene nudo in foto

postato da: Hotellunge alle ore 04/02/2009 05:20 | link | commenti (2)
categorie: mosquitoes, 5 ragioni