"La nostra casa è aperta, la porta senza chiave e ospiti invisibili entrano ed escono."
In realtà non riesco a rendermene del tutto conto. Quanto veramente si sta diffondendo il fenomeno Boris? Alle volte mi sembra che la gente non parli d’altro, altre volte invece, mi sembra che soltanto pochissimi eletti abbiano avuto la fortuna di seguire questa serie andata in onda, per il momento, solo su Fox Italia.
Se siete tra i secondi, se siete tra quelli che non sanno di cosa si sta parlando, allora vi consiglio di lanciare il mulo, o di aprire un torrent e digitare queste cinque magiche lettere: BORIS.
Una volta aperto il file compresso troverete 14 episodi di circa 25 minuti ciascuno per la prima serie e altrettanti episodi per la seconda. Nella prima stagione troverete una troupe impegnata a girare una fiction dal nome inequivocabile: Gli Occhi del cuore. Nella seconda serie, ritroverete pressappoco la stessa troupe che sta girando la stessa inequivocabile serie, Gli Occhi del Cuore 2.
Nella prima serie troverete un direttore della fotografia cocainomane, un regista frustrato, e uno schiavo muto. Nella seconda però; bé nella seconda troverete Corrado Guzzanti.
Chevelodicoafà.

Finalmente oggi arriveranno a destinazione, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Renderanno omaggio, si prostreranno, faranno dono. Anche a noi. Via le luminarie dalle strade, via i presepi, via le formule di cortesia natalizie: Mi raccomando faccia buone feste, Tanti Auguri allora, Già iniziata la palestra? Finalmente i prezzi dei voli low cost torneranno low cost, i cenoni torneranno cene, le ragazze la smetteranno di cercare di indossare complicatissima biancheria e soprattutto se si tornerà a casa la sera senza aver trombato, si sarà solamente andati in bianco, senza terribili profezie in agguato. Insomma finalmente potremmo tornare ad essere gli sfigati che eravamo prima.
Tutto tornerà come prima, spero non vi siate abituati. Scordatevi quello che è successo.
Perché per una strana alchimia, sotto le feste tutti i punti di riferimento cambiano: le sale cinematografiche si popolano di film inguardabili e di persone che solitamente non ci mettono mai piede, in compenso la tv diventa luogo gradevole, spariscono serial, reality show e trasmissioni calcistiche per lasciare posto a memorabili filmoni che durante l’anno, se va bene, vengono trasmessi alle 3 di notte. Il primo dell’anno, per dire, su La7, trasmettevano i Quattrocento colpi. Acqua passata.
Per me, senza dubbio, la scena di Natale rimane questa. Un ristorante dell’appennino, fuori la neve che scende, la sala del ristorante gremita e festosa. I camerieri vestiti di tutto punto che servono piatti di tortellini in brodo bollenti, una coppia seduta ad un tavolo adiacente alla finestra. Entrambi guardano verso la sala, non si dicono una parola. Osservano con sguardo impassibile le altre tavolate consumare con ridanciana voracità una portata dopo l’altra. Loro restano impassibili, silenziosi, come di fronte ad un spettacolo. Poi lui fa un gesto, preme un tasto immaginario, sembra non poterne più, ripete quel gesto più volte. Sua moglie si volta verso di lui, e trascina via questa frase, gli fa: Cambia canale, va.