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giovedì, 27 novembre 2008

Benvenuti nelle Marche 

21-11-08_Miracolati
postato da: Hotellunge alle ore 27/11/2008 08:29 | link | commenti
categorie: world wild reallife
giovedì, 20 novembre 2008

Facebook!!! 



C'è stato un momento, qualche anno fa che i cellulari erano da sfigati, o meglio da fighetti. C'era persino un cantante che lui la politica era la prima cosa e nei testi di una di quelle canzoni, quel cantante diceva vale più 'na bella giacca co telefonino cellulare. Quel cantante era O Zulù, e mi sa che lui dopo il cellulare l'ha comprato pure lui. Poi c'era anche un attore di teatro, che è anche uno scrittore, che è anche un regista che fa dei cortometraggi dove critica con grande ironia e grande ferocia tutte le nefandezze del genere umano e che tra questi c'è un cortometraggio che si chiama telefonetto, dove fa vedere come la gente diventa ridicola quando parla col telefonetto. Ma mi sa che alla fine anche lui l'ha comprato il telefonetto. Lui è Antonio Rezza.
Ora ce l'hanno tutti il cellulare e nessuno pensa più che è una cosa da fighetti. Fino a pochissimo tempo fa io conoscevo due persone, dico soltanto due persone, che ancora dicevano che il telefonino loro non lo compravano perchè non c'era bisogno. Ora anche loro l'hanno comprato, anzi mi sa che ormai sono al terzo o quarto cellulare che comprano e se per caso gli si rompe vanno subito a comprarne un altro. Ora quello che è cambiato è che nessuno si fa più la domanda se c'è bisogno di comprarlo, il cellulare o meno, ora nessuno si chiede più se il telefonino è da sfigato oppure no. Ora magari se hai il blackberry sei più fighetto, oppure se hai il nokia sei più alternativo, perchè al nokia puoi cambiare le cover, oppure se hai un telefono normale però ci attacchi dei pupazzaetti  allora sei diverso da quello che non ce li hanno i pupazzetti, oppure se hai l'IPhone, ancora se hai l'IPhone non si capisce se sei sfigato o fico perchè l'IPhone è  come il Mac e non si capisce bene questa storia del Mac. Ora però quello che è  veramente è cambiato è che la partita si fa all'interno e che siamo tutti in campo e che vincono tutti. Ora la stessa cosa avviene per Facebook. Voi ce l'avete Facebook?


[thk SpiderMaiala per il video]
postato da: Hotellunge alle ore 20/11/2008 17:50 | link | commenti (6)
categorie: mosquitoes, you tubing
sabato, 08 novembre 2008

Control di Anton Corbijn (B/W, uk, 122min, 2007) 

Control

Control di Anton Corbijn è finalmente arrivato in Italia, in un numero scandalosamente piccolo di copie e soltanto in alcune città, tra cui fortunatamente Bologna e il suo - che Dio lo protegga! – cinema Lumiére.

 

Il film, come è noto, è il ritratto di Ian Kelvin Curtis, leggendario leader dei Joy Division, toltosi la vita all’età di 23 anni. Il materiale usato per il film è un libro scritto dalla moglie dello stesso cantante, Deborha Curtis,  che si intitola Touching From a Distance (in Italia edito da Giunti con il titolo Così Vicino, Così lontano).

 

Esistono due approcci a questo genere di film: quello del fan o quello dello spettatore. Non ho conosciuto nessun fan di Kurt Cobain dire che Last Days di Gus Van Sant fosse un bel film, mentre è stato apprezzato da diversi non fan. Stesso discorso vale per The Doors di Oliver Stone.


Control, ipotesi tuttora in via di verifica, mi sembra avere la forza espressiva per poter accontentare entrambi i tipi di spettatori. Perché è un film onesto, rarissimamente ruffiano, lontano dagli stereotipi messianici di molti ritratti di rock star. Merito del taglio dato alla pellicola da Corbijn, esordiente nell’lungometraggio ma proveniente da una lunga carriera di video clip, che sceglie di raccontare l’esperimento Joy Division, da un punto di vista intimo e quasi banalizzante del mito Ian Curtis. Lo incontriamo al lavoro, in una agenzia di collocamento, quando torna a casa dalla moglie che lo aspetta e che vorrebbe da lui più attenzioni, quasi fosse un impiegato qualsiasi. Lo vediamo affrontare la sua malattia, l’epilessia, con le paure di un uomo comune, con quella insicurezza che scopriamo essere il minimo comune denominatore dei sui atti sublimi, delle poesia e della musica, così come del quotidiano vivere. In questo, parte del merito va a Sam Riley, in grado di una impersonificazione suggestiva e a tratti commovente di Ian Curtis.


Siamo veramente distanti anni luce dagli stereotipi del genere, e francamente non mi spiego i titoli di alcune recensioni che invece hanno continuato a insistere sui soliti temi “Control: Ritratto di una gioventù bruciata e romantica” .


Al di là del delicato rapporto con la materia raccontata, il film è in possesso di elevato valore estetico in sé, a cominciare da una fotografia ricercata e impreziosita da un bianco e nero che riesce perfettamente a ricreare quell’atmosfera da periferia inglese degli anni ’70, oltre che, come c’era da aspettarselo, da una colonna sonora che ha avuto il privilegio di poter contare su dei protagonisti di primissimo piano come i New Order, band formata dai superstiti dei rimpianti Joy Division.


Film consigliatissimo, come si diceva, ai fan della band di Ian Curtis, ma anche a tutti gli appassionati del buon cinema.


Voto: 8

 



postato da: Hotellunge alle ore 08/11/2008 18:59 | link | commenti (2)
categorie: musica, recensioni, cinema
mercoledì, 05 novembre 2008

Che cosa vorresti che accadesse alla fine di questa giornata? 

Io vorrei ricevere una telefonata. Che sia quella giusta. Che le parole dette siano quelle che mi aspetto.

Fifty People, One Question: New Orleans from Benjamin Reece on Vimeo.
postato da: Hotellunge alle ore 05/11/2008 17:49 | link | commenti (4)
categorie: mosquitoes, you tubing