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martedì, 29 aprile 2008

Oops! I Did It Again 

Del Piero

 Il post che tenta di giustificare l'assenza di post per un periodo più o meno lungo è il certificato di genuinità di ogni blog che si rispetti. Il suo ISO 9000.

Di motivi potrei balbettarne qui centinaia, ma ne ho scelti 5, tanto per non perdere confidenza con le classifiche:

#5: Trauma da rientro in città dopo la prima vera giornata di mare.

#4: Euforia per il ritorno in Champions League della Juve.

#3: L'ennesino concerto annullato di Giovanni Lindo Ferretti. (L'ex CCCP che ora dice queste cose qui, ahimè)

#2: Shock paralizzante post elettorale.

#1Questo diabolico "trova le 3 differenze".

postato da: Hotellunge alle ore 29/04/2008 06:35 | link | commenti (1)
categorie: 5 ragioni
venerdì, 11 aprile 2008

Juno di Jason Reitman (U.S.A., col, 96min, 2007) 


Juno


Dopo il convicente Thank You For Smoking, Jason Reitman torna dietro la macchina da presa con una nuova commedia brillante.

Se nel precedente film il movente “serio” era la foga salutista statunitense accanita contro il fumo, in questo ultimo lavoro si parla di gravidanza. Juno (la sorprendente Ellen Page, classe 1987) una liceale sedicenne, rimane incinta alla sua prima esperienza sessuale. [spoiler] Mentre tutto il suo mondo si sorprende del fatto che  sia già sessualmente attiva, Juno intraprende un viaggio lungo nove mesi che inizia in un consultorio e finisce in una pista di atletica. Durante questo percorso accadono tante cose che vengono affrontate dalla protagonista con quel piglio adolescenziale, a tratti forse un po’ troppo marcato (ma qui bisognerebbe verificare il lavoro dei doppiatori), che trasmette alla pellicola un'atmosfera decisamente leggera e divertente. Come sottolineato da più parti, una delle abilità più marcate del film sono i dialoghi, sempre brillanti e capaci di tenere alta l’attenzione dello spettatore, tanto da valere a Diablo Cody un oscar (meritato) per la miglior sceneggiatura originale.

Non credo che questo sia un film contro l’aborto. Quello della gravidanza è sicuramente il punto attorno al quale ruotano tutte le vicende, ma anche lì dove il tono del film potrebbe assumere un atteggiamento più morale il punto di vista di una ragazzina, sveglia acuta e priva di qualsiasi sovrastruttura ideologica,  sottrae le immagini da qualsiasi intento moralizzatore. Il tema del film è più la formazione della protagonista, la scoperta di se stessa attraverso una serie di eventi, la gravidanza, certo, ma anche il rapporto con il mondo dei grandi rappresentato principalmente dalla famiglia Loring e in particolar modo da Mark. Varie vicissitudini portano Juno ad oscillare tra questi due mondi (a volte impenetrabili l'uno all'altro), quello dei grandi e quello dei suoi coetanei, in un movimento ad intermittenza che tra epifanie e anticipazioni emotive di ciò che sarà, porta Juno a scoprire se stessa e a capire che cos’è l’amore.

La risposta arriva un pomeriggio qualunque in una pista di atletica. Oppure attraverso la musica dei compianti Moldy Peaches:

 

You're a part time lover and a full time friend
The monkey on you're back is the latest trend
I don't see what anyone can see, in anyone else
But you

I kiss you on the brain in the shadow of a train
I kiss you all starry eyed, my body's swinging from side to side
I don't see what anyone can see, in anyone else

But you

Here is the church and here is the steeple
We sure are cute for two ugly people
I don't see what anyone can see, in anyone else
But you


The pebbles forgive me, the trees forgive me
So why can't, you forgive me?
I don't see what anyone can see, in anyone else
But you

I will find my nitch in your car
With my mp3 DVD rumple-packed guitar
I don't see what anyone can see, in anyone else
But you

 

Voto: 7/8


P.S. Adam Green ex Moldy Peaches, suonerà al Bronson il 2 Maggio. Slurp!

 


postato da: Hotellunge alle ore 11/04/2008 12:29 | link | commenti (2)
categorie: recensioni, cinema
mercoledì, 09 aprile 2008

Saluto Romano 

04-04-08_RomanoDa Romano non vai soltanto per gonfiare le ruote della bicicletta che hai comprato per 10 Euro in via Zamboni. E’ una questione di prospettiva.

Se la bici frena poco o non frena per niente, lui non ti lascerà schiantare al primo incrocio: pochi movimenti secchi, qualche colpo ben assestato e la bici frenerà che è una meraviglia.

Ma nella sua bottega, una stanza unica - 2.5 X 2.5 - con il pavimento ancora lindo perché ha appena cambiato negozio, non è tanto questo il punto. Lui appartiene a quella categoria di rivenditori (commercianti?, esercenti? Perché non esiste una parola adatta per descrivere i tipi come lui?) che andrebbe protetta come in Cina si proteggono i Panda. Per me sono delle figure quasi paterne: sempre pronti a darti un buon consiglio, mai una volta senza la battuta pronta. 

Così è il buon Romano: sigaretta in bocca, pantalone sbracato, camicia a scacchi che esce dal maglione impallinato e l’occhiale in precario equilibrio lungo quel naso, indeciso se lanciarsi o meno, quasi fosse uno scivolo per bambini. Da quella prospettiva lo sguardo sembra per forza di cose inquadrare la prospettiva giusta. Uno sguardo che ti scruta in quel modo, dal basso verso l’alto, dall’oggi verso il domani, non può lasciarti con le ruote a terra.

Niente a che vedere con i commessi di oggi. Siete mai entrati da Scout? Da H&M o da un qualsiasi negozio del genere? Bellissimi per carità. Con quelle pettinature luccicanti, il pantalone attillatissimo e quelle cinture così complicate. Talmente ineccepibili sono quei commessi che quasi ti dispiace disturbarli.  Ma provate a chiedergli un consiglio:

Secondo lei questi li posso già mettere in questa stagione?
Mah.
Come mi sta questa?
Mah.
E’ di cotone?
Mah
Lana?

Mah
E’ fatta con la tua materia cerebrale?

Non c’è niente da fare. Io sono in soggezione in questi posti. Dico, mica posso andare a comprare dei pantaloni con questi pantaloni qui. Che figura ci farei. Loro così…a posto. E io così scialbo. Meglio comprare prima degli altri pantaloni. Giusto un paio di passaggio, per poter entrare decorosamente e comprarne un paio adatti a me. Ecco.

Niente a che vedere con Romano: dopo che ha lavorato una decina di minuti sulla mia bicicletta gli faccio:

Quanto ti devo?
Quanto hai?
5 Euro?
Va bene.
Mi fa.

Poi mi guarda come se gli fosse venuta in mente l’idea giusta e mi dice:
Dai andiamo che ti offro un frizzantino.

Cheers.


04-04-08_Romano204-04-08_Romano3

postato da: Hotellunge alle ore 09/04/2008 12:03 | link | commenti (4)
categorie: mosquitoes, world wild reallife