"La nostra casa è aperta, la porta senza chiave e ospiti invisibili entrano ed escono."
Inutile negare che certe premesse mettono lo spettatore in una sorta di benevola predisposizione. Prendete ad esempio un film la cui colonna sonora è firmata per intero Lennon McCartney; un musical, magari. Metteteci come sfondo una New York lisergica e incazzata per la guerra in Vietnam, metteteci le droghe, metteteci degli attori giovanissimi che mentre guardano in camera sembrano volerti guardare nel profondo dell’anima. Come non andare al cinema ben disposti?
Le critiche più comuni nei confronti del film vengono da chi si aspettava una ricostruzione socio-politica della New York degli anni ’60. Se è vero che alcune questioni sono apparse forse eccessivamente superficiali, vedi la scena in cui Lucy abbandona il gruppo dei contestatori radicali (Ma non erano gli altri che lanciavano le bombe?) mentre sono intenti a preparare un ordigno (con una sveglia!), rimane il fatto che la vera forza del film sta nel sapere richiamare le atmosfere di quel periodo attraverso la musica dei Beatles che di fatto è la vera protagonista del film.
Voto: 7/8



Alle 21 puntuali salgono sul palco i Blonde Redhead. La formazione è quella ormai solita: ci sono i gemelli Pace, chitarra e batteria e Kazu Makino alla voce. I Blonde Redhead sono una band ormai storica, 7 album alle spalle e innumerevoli concerti sparsi per tutto il mondo. Un punto di riferimento della scena indipendente musicale internazionale. Dal punto di vista tecnico, poi i Blonde Redhead non hanno nulla da invidiare a band come Fugazi, Sonic Youth e simili. Il loro pezzi sono scritti con un punto di vista originale, sebbene stiano passando attraverso un processo di popificazione e la voce di Kazu Makino è unica e affascinante, una specie di Rum e pera, per intenderci.
[Per questa ed altre foto della serata visitate Ventu]

Visto il clima di viaggio che si respira ultimamente da questi parti ho pensato fosse opportuno pubblicare parte di una mail tragicomica che mi ha scritto il socio dallo Zambia. Se c'è qualcuno là fuori che ha voglia di fare altrettanto non faccia il timidone. Scrivete i vostri racconti di viaggio a hotellunge@yahoo.com