"La nostra casa è aperta, la porta senza chiave e ospiti invisibili entrano ed escono."
Nell'affanoso tentativo di tornare pienamente in me, mi aggrappo ad alcune piccole certezze. Una di queste sono i party anni'80 all'Estragon, con i soliti PopPen Dj's che questa volta dopo la Bertè, Sandy Marton e i Righeira, gestiranno l'after show di niente meno che Donatella Rettore.
Oggi poi è Halloween e potete mettervi qualsiasi cosa e farlo passare per una maschera.
Io mi sa che azzardo.
Una volta scesi dall’aereo la prima boccata di libertà la respiri nell’enorme locale adibito a rilasciare i visti d’ingresso. La fila dipende dalla combinazione degli aerei atterrati in quel momento e da un calcolo approssimativo credo non sia difficile poter aspettare in quel luogo svariate ore. A me è andata abbastanza bene: me la sono cavata in un paio d’ore. Quando sei in fila capisci che negli States l’immigrazione è una cosa seria. Con la memoria ripensi a tutte le cose (per altro molto poche) che hai imparato a scuola sugli italiani che andavano a cercar fortuna in America. Ripensi ai film (moltissimi), alle fotografie in bianco e nero sui libri di testo.
Le cose sono cambiate, certo, ma quando sei di fronte a quel poliziotto dai modi sbrigativi che cerca di decifrare le tue intenzioni da come lo guardi, è come se tra la storia dei tuoi nonni e la tua ci fosse soltanto un punto e virgola.
Ancora oggi ad Ellis Island sono conservati innumerevoli ricordi di tutte le migliaia di persone che hanno varcato quella porta. E’ un posto strano. Un posto che sembra volerti raccontare una storia di un mondo lontano, un mondo che non c’è più. Ellis Island è un posto che quando esci hai ancora tante domande che vorresti fare.
Oggi prima di varcare la soglia devi lasciare le impronte digitali di entrambi gli indici. Successivamente un occhio elettronico bianco ti guarda fisso negli occhi. Scatta una fotografia dettagliata dell’iride e a quel punto sei schedato; pronto per il grande inizio.

Come immaginavo la mia tattica ha funzionato e il mio prezioso carico di salumi e formaggi provenienti un po’ da tutta Italia sono giunti a destinazione.
Ma non è stato per niente facile. Sapete, dopo l’11 Settembre tutto è cambiato. La sicurezza è diventata una questione di fondamentale importanza. Te ne accorgi dalle piccole cose, dai piccoli cambiamenti, tipo il non poter portare in aereo una bottiglietta d’acqua minerale, mentre puoi acquistarla liberamente al bellissimo Bar Italia per E.2.50 subito dopo il metal detector.
A me quelle domande mi mettono sempre in crisi: ho quel foglio verde lì davanti, la presa incerta, la matita in mano che non sa decidersi tra il sì ed il no. Queste sono alcune delle (vere) domande, provate un po’ a rispondere voi.
#1: E’ mai stato trafficante di droga, ha mai praticato o favorito la prostituzione?
A volte sono un po’ zoccola, ma solamente il Sabato sera e per scroccare da bere.
#2: E’ sua intenzioni recarsi negli Stati Uniti per impegnarsi in azioni che violano le norme sull’esportazione oppure per azioni sovversive, terroristiche o comunque illegali?
A questo non avevo pensato, ma grazie dell’idea.
#3: E’ membro o rappresentante di una organizzazione attualmente riconosciuta come terroristica dal segretario di stato degli Stati Uniti?
Sono stato membro di Al Quaeda, ma soltanto per pochi mesi intorno al 2001.
#4: Ha mai partecipato a persecuzioni sotto il controllo del governo Nazista tedesco o ha mai preso parte ad un genocidio?
Ma su, chi non ha mai commesso un piccolo genocidio da ragazzo…
#5: Ha mai sofferto di malattie contagiose tali da costituire pericolo per la salute pubblica oppure ha mai sofferto di pericolosi disturbi fisici o mentali? Ha mai fatto abuso di droghe o è mai stato tossicodipendente?
mmm….
Se ha risposto sì ad una delle domandi potrebbe esservi rifiutato il visto per gli Stati Uniti.
(to be continued…)

Ormai ci siamo. Mancano soltanto poche ore e poi finalmente si va. Di questo viaggio per il momento mi piacciono molto le razioni delle persone. Tra chi mi chiede ma poi torni? e chi si preoccupa se ho messo la camicia buona per un eventuale colloquio di lavoro, spicca mio padre, maestro nell'arte delle raccomandazioni che questa volta si è superato:
-Ragazzo, mi raccomando. Ricordati che a New York vige la pena di morte.
-Me ne ricorderò, Daddy, ed in caso ci saranno le mie palle martoriate a rammentarmelo, visto che non posso fare a meno di sfregarle ogni volta che così nitidamente scruti nel mio destino.
La Mumy inceve per il momento tiene un profilo basso. Vuole giusto sapere se ho messo abbastanza mutande e calzini. Per lei il top è il ritorno. Credo le provochi dei sussulti chiedermi ogni volta che cosa si mangia là? Particolare che tuttavia staziona nella sua memoria per non più di 15 secondi.
Per quanta riguarda la dogana dovrei essere tranquillo. Nonostante tutti i miei presenti siano di natura alimentare e quindi proibitissimi secondo le rigide vedute repubblicane statunitensi, so esattamente come comportarmi. Basta rispondere Yes alla domanda del questionario che devi compilare prima di atterare nella capitale dell'impero: Are you traveling to the States to kill the President? A quel punto a chi vuoi che interessino più i miei ciauscoli nello zaino.
Da queste parti ci si rivede tra una decina di giorni, sempre se tutto va bene e sempre che mio padre, in fondo in fondo, non abbia veramente ragione.
La Televisione sin dagli albori si è sempre distinta per la capacità di saper intercettare le esigenze delle persone e proporsi come modello, semplice, efficace e positivo. Per tutti parlano le lezioni del Maestro Manzi, il vero responsabile della diffusione della lingua italiana tra gli italiani.
Così: senza neanche avere il tempo di accorgersene è arrivato l’autunno. Ogni volta è puntuale e ogni volta non riesco a non arrivare ad Ottobre senza una buona dose di rimpianti. Inizio ad accumularne parecchi: nonostante ripeta sempre agli altri frasi del tipo se hai intenzione di fare una cosa falla. Ma falla ora.