"La nostra casa è aperta, la porta senza chiave e ospiti invisibili entrano ed escono."

Il bello della scrittura è che una volta che ha lasciato la casa natale, vive per il mondo in totale autonomia. Può essere bello vederla crescere, assumere significati non preventivati dall'autore, cambiare e modificarsi col passare degli anni.
Nella rete questo aspetto diventa ancora più curioso. Per esempio da queste parti sono capitati tramite Google, attraverso l'inquietante ricerca ragazzina+quindici+sperma.
Ve lo dico una volta per tutte: nonostante la pessima fama di alcuni dei partecipanti, questo non è un blog pedopornografico!

Con gli Oscar, si sa, siamo quasi tutti un pò snob. In parte per pregiudizio Hollywoodiano, ma, almeno per quanto mi riguarda, maggiormente per insufficenza di valore. Un film che solitamente vince un Oscar, lo vince non perchè sia il più bello, ma perchè quel film risponde meglio ai canoni estetici dell'Academy. I Premi Oscar sono un pò come le convocazioni della nazionale, le ragioni di alcune scelte restano incomprensibili, o spiegabili solamentre attraverso ragioni che quasi nulla hanno a che fare con la qualità di un film (o di un giocatore). Quest'anno ha vinto Scorsese, e poco c'è da dire su un regista che rimarrà tra le principali voci dei nostri anni cinematografici e che resta, tra i miei preferiti. Nonostante questo, il premio che mi ha fatto più piacere (Morricone a parte) è però quello alla sceneggiatura originale dato a Little Miss Sunshine , un film che ho amato molto e di cui su queste pagine mettevo in risalto proprio la forza della sua scrittura. Se non lo avete ancora visto approfittate della (probabile) ricomparsa della pellicola nelle sale per andarlo a vedere. Tutti i vincitori li trovate qui.

Diciamoci la verità: non è che Bugo abbia portato chissà che di innovativo nella musica italiana (non ho detto Italica, cazzo!, e non l'ho neanche chiamato il Beck de noialtri!!). Nonostante questo apprezzo la sua onestà, il modo pulito con cui porta avanti le sue idee musicali.
Capita che in un c.s.a di Salerno alcune delle menti più raffinate della critica musicale locale incappino in un banale errore di comunicazione. A volte si sa, basta un niente. Un picco al mixer, una risata troppo forte alle spalle, una riga andata su dal buco sbagliato, e così mentre dal palco Bugo urla: e lampeggia, il convivio delle menti capisce e la feccia. Ora non sarò certo io a tirare in ballo fini strumenti della critica letteraria, quale il concetto di coda di paglia. Ognuno faccia le proprie considerazioni. A me questa scena ha soltanto intristito molto, non tanto per il comportamento dei protagonisti, quanto per la viltà di tutti gli altri presenti, primo tra tutti colui che appare essere il boss del posto. Se fossi un inviato del tg2 scriverei che quella sera ha perso la musica, ma siccome non lo sono mi limito a tre puntini di rammarico...

#5 - Reagisci al sorgere del sole come il credente di fronte alla madonnina che piange
#4 - Quando parli di ieri, intendi stamattina e quando parli di domani intendi stasera.
#3 - I tuoi pasti consistono esclusivamente in colazioni.
#2 - Dormi in un sarcofago.
#1 - Sei quello della foto (nel giorno libero).

Sentite: io alla storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno non ho mai creduto. Il fatto è che possiamo raccontarci delle favole, pescare degli eventi qua e la e dargli una sequenza logica, possiamo addirittura pensare che se si perde un'aereo, forse quell'aereo sarebbe precipitato. La cosa che sappiamo fare meglio è trovare degli alibi. A me non dispiacerebbe essere pagato per questo. Farne una professione: 'Ehi senti, ci sarebbe quella cena; io non ce la faccio proprio'. 'Nessun problema. Sono qui per questo. Ti serve un Alibi? Eccotene uno. Fanno 50E.'
L'alibi non è la classica cazzata che si racconta: 'Senti, rimaniamo amici', o 'Ragazzo conto moltissimo su di te per il futuro di questa azienda'. No. L'Alibi, è qualcosa di più sottile: è un sfida con se stessi, un gioco d'arguzia combattuto a colpi di fioretto. La differenza non è nell'immediato, ma nella sensazione che si prova dopo. Vuoi mettere? Con la cazzata, ci si sente in colpa e la sensazione di colpa non è qualcosa che tutti sanno gestire. Magari poi si finisce con scrivere un SMS o magari ci ritrova umiliati sotto un portone. Con un buon alibi, la coscenza è come sotto l'effetto di un forte oppiaceo: nflskdnf3424lkdnlfjdslkfj: WOW!
Perchè l'alibi non è qualcosa di costruito a posteriori, l'Alibi è il viaggio, l'Alibi è la realtà.
Ma le cose potrebbe non essere quelle che sembrano. Se sostituiamo la parola Alibi, con la parola Gabbie e se a guardar bene l'oppiaceo non lo ha preso la vostra coscienza, ma lo avete preso voi, puo darsi, che sì, cioè, ecco...siete nella merda.
Può darsi che state continuando a credere a qualcosa di cui non ve ne frega nulla, o può darsi che state continuando a dire di sì ogni volta che il vostro capo vi chiede di fermarvi qualche ora in più.
Il bicchiere, basta quardarlo bene, è riempito a metà.
Che cosa hanno in comune questi due video?
[thk Lollo, Ink]
