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mercoledì, 25 ottobre 2006

...e mo sò cazzi 

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postato da: Hotellunge alle ore 25/10/2006 02:27 | link | commenti (1)
categorie: mosquitoes
sabato, 21 ottobre 2006

Primo anno. 

 

 

Ormai qualche giorno fa è stato il compleanno di questo blog. Ho pensato spesso nei giorni precedenti a quella data, ad un regalo da fare a queste pagine: un restyling grafico, una nuova rubrica, degli mp3 da scaricare. Ma alla fine l'unica cosa che ho fatto è stato scordarmene, che per quanto mi riguarda è forse il modo più coerente per festeggiarlo.

Cheers.

postato da: Hotellunge alle ore 21/10/2006 02:11 | link | commenti (3)
categorie: mosquitoes
venerdì, 13 ottobre 2006

Nuovomondo di Emanuele Crialese (ita, col, 120min, 2006) 

nuovomondo05
D
opo l’eccellente Respiro del 2002, torna di nuovo sugli schermi Emanuele Crialese, classe 1965.
Il punto di partenza è di nuovo il Sud Italia, il Sud dei tempi scanditi dalle esigenze di lavori ancestrali e profondamente legati al luogo d’origine, la pesca nel primo caso, la pastorizia nel nuovo. Ancora un film corale, ancora una film dove i ruvidi dettagli di tipo neorealista (identici sono i primi minuti: rocce nude e frastagliate, piedi scalzi e personaggi che si muovono con difficoltà con in bocca un oggetto) si alternano a momenti onirici e surreali che trovano alimento nel flusso vitale delle ambizioni e dei sogni custoditi come un segreto. Se in Respiro l’unica via di uscita plausibile da un mondo chiuso e totalmente impermeabile alla realtà esterna (“Ma tu che lingua parli, vattìne”) è quella del sogno o della follia, in Nuovomondo sembra invece che un luogo reale, presente nelle mappe geografiche possa accogliere le richieste disperate di questi uomini e donne. Ma andando a vedere bene, l’America di Crialese, è anch’essa  una proiezione fantastica, come l’isola di Grazia (interessante notare che in il titolo inglese di Respiro è Grazia’s Island), che è ben rappresentata da quel fiume di latte dove, finalmente liberi e senza più l’insostenibile fardello dell’esistenza, nuotano tutti i personaggi. Il Nuovomondo è tutto nei desideri di coloro che partono,  un Eldorato che non si fa mai vedere.

 

In questa luce va forse letta anche la controversa figura dell’Inglese Lucia (Charlotte Gainsbourg, figlia del grande Serge Gainsbourg), elemento apparentemente fuori luogo in quella terza classe di emigranti Siciliani. E’ lei il primo segnale di una realtà finalmente diversa ed  in grado di assestare un colpo alle sempiterne gerarchie sociali. Una figura fuori dal tempo, fascinosa e irraggiungibile, come il Nuovomondo appunto.

 

Bravissimi gli attori, tra cui spiccano Vincenzo Amato e i giovanissimi Francesco Casisa e Filippo Pucillo, tutte scoperte di Crialese e tutti e tre impegnati in entrambi i film.

 

Questa generazione di giovani registi nati tra il '65 e il '70 - Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Emanuele Crialese -  lascia davvero ben sperare per una nuova primavera del cinema italiano. E guardando le classifiche dei box office, ne abbiamo urgentemente bisogno.

 

Voto: 8

 
Scène  bijoux
: quella in cui la camera dall'alto inquadra una massa indistinta di persone. Lentamente ci accorgiamo che la massa si divide in due, da una parte coloro che stanno partendo a bordo della nave e dall'altra coloro che rimangono.

 
_Trailer

postato da: Hotellunge alle ore 13/10/2006 19:27 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, cinema
mercoledì, 04 ottobre 2006

Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Jean Faris (col, usa, 101min, 2006) 

 

 

 

Si dice: la vita come un film. Quando accadono cose imprevedibili, quando il succedersi degli eventi portano a conseguenze inattese, quando a ripensarci su, tutto sembra dotato di un senso, e di una qualche forma di bellezza.

In questa prospettiva Little Miss Sunshine è una costruzione letteraria quasi perfetta, con una fortissima capacità di coinvolgimento; un dispositivo narrativo dove tutto funziona e fila via come un treno. In più si ride, non di quelle risate in cui ci si sente più intelligenti o più sofisticati, ma si ride davvero,  a bocca spalancata, per intenderci.

 

Nello shaker di Jonathan Dayton e Valerie Jean Faris ci sono  personaggi fortemente contrastati che vengono agitati sapientemente per tutta la pellicola: c’è un adolescente che non parla e che odia tutti, c’è il nonno con il culo ancora pieno del ferro dei tedeschi che addolcisce le pene della  vecchiaia con l’eroina, c’è uno zio gay appena scampato ad un suicidio che è considerato il più eminente studioso di Proust d’America, c’è il padre di famiglia, che ricorda vagamente il Tom Cruise di Magnolia, uno che fa lezioni su come diventare dei vincenti nella vita. E poi ci sono due collanti per il gruppo, la mamma, con una buona dose di buon senso femminile e la bambina che ha come idolo Miss California.

Si direbbe che il film sia fondamentalmente un film sulla famiglia, se questa definizione non facesse così tanto Walt Disney. Certamente su di una certa idea di famiglia, dove le persone sono valorizzate per quello che sono e non modellate secondo le frustrazioni/aspirazioni dei genitori. Un utopia cinematografica a cui per un paio d’ore non si fa fatica a credere.  

 

Ma Little Miss Sunshine è anche un Road Movie che si muove tra le ambientazioni californiane tipiche del genere, e come tale il viaggio è anche l’occasione di un viaggio interiore, dove si cerca di capire a fondo quello che si è e dove i rapporti con gli altri vengono messi in discussione e ridefiniti attraverso,  appunto, l’esperienza formativa del viaggio.

 

Simbolicamente questi due aspetti trovano una perfetta armonia in quel malconcio furgoncino giallo che porta a spasso la famiglia; va (per)seguito per farlo partire e andare avanti e va spinto da ogni singolo membro ma alla fine ognuno troverà il suo posto all’interno.

 

Voto: 7 1/2

_Trailer (eng) 

postato da: Hotellunge alle ore 04/10/2006 01:51 | link | commenti
categorie: recensioni, cinema